Il paradosso del vivere è che occorre morire, mentre la quotidianità irrompe chiedendo spazio. La mente si prepara al domani, raccoglie e semina per il tempo che verrà. Ma in fondo, si profila il limitare definitivo. Così, forse avrebbe più senso imparare a lasciare, imparare a staccarsi, a disfarsi: andare senza curarsi del dietro. Morire davvero in ogni istante, al futuro, al passato. Invece ho imparato ad indugiare e centellinare l’impegno ad affrontare ciò che si paventa innanzi a me. Allontano la morte: è un gioco di minuzia; una bolla sempre lì lì pronta a sfarsi. Invece, occorrerebbe un salto nel vuoto.
Archivio per Settembre, 2006
If aidai aidai
Settembre 27, 2006Palazzo Magri
Settembre 25, 2006Vista la mostra “Where are we going?”, a Palazzo Grassi. L’unica cosa azzeccata è il titolo. A parte le targhette delle opere e le opere (cinquant’anni random di arte contemporanea), non c’era altro: non una didascalia, non un commento. Alla faccia dell’arte per le masse e le massaie. Se il non avezzo avesse voluto capirne di più doveva quantomeno pagare per una Guida Breve Alla Mostra.
Dove andremo a finire? Che per l’uomo della strada – sparite le targhette di sotto alle opere -, scoprirne il titolo, l’anno, l’autore, sarà un gioco da ragazzi. Ma solo se sarà disposto a tirar fuori altri 6 euro, oltre al prezzo del Biglietto e a quello della Guida Breve Alla Mostra. Con 6 euro potrà infatti procurarsi l’Elenco Completo Delle Opere Esposte. Con 50 euro, volendo, si porterà via anche il primo volume, di tre, del Catalogo Ragionato Della Esposizione.
I cessi rimarranno gratis.
Fallimenti
Settembre 25, 2006Il modo migliore per non raggiungere un obiettivo, è di non definirlo.
Pape
Settembre 24, 2006Balaba cope na se coma. Sa nane sepa neni, copa lomaricò.
Films
Settembre 24, 2006Ogni finestra contiene un film girato e guardato nel medesimo istante.
Evocare
Settembre 15, 2006Per una persona, il mondo è la cassa di risonanza di quel rumore chiamato io.
Categorie
Settembre 15, 2006Quel che c’è da fare nella vita, si divide in:
lascia perdere;
faccende da sbrigare;
incontri.
Perchè non scrivere qui.
Settembre 11, 2006Scrivere. Di cosa e per chi?
Scrivere di me, di quella cosa che sembrerebbe essere me. Scrivere di quel che incontro, di quella cosa che a quanto pare sei tu, che a quanto pare è altro da me. Tutto è altro da me, anche il me. Scrivere di questa difficile questione dello scrivere su queste questioni. Di questo rivelare e rivelarsi dell’incontro con questo me e questo te e quesa cosa che sta tra noi. Di questo non rivelare e non rivelarsi, di questo incontro che non incontra. Gettare luce dove la luce si sofferma, per rimanere ancora un attimo dove già è tornata l’ombra a erodere le cose ed i fatti. Nient’altro. Pur non sapendo assolutamente come fare.
Nient’altro: nel senso che nient’altro ha senso di essere scritto, anche se è scritto meglio.
Per chi?
Per me. Perché l’identità è un doppio per definizione e vuole leggersi per fare esistere il baluginare dei riflessi. Perché il per chi getta un ponte invisibile sul dopo.
